X
(+39) 035.386.453 info@ecocafe.it

Cronaca di un compleanno davvero speciale: incanto e divertimento per la trentesima edizione del Mercatino

Mezzogiorno, nelle vie di Monasterolo del Castello rimbomba il rullo di un tamburo: è il segnale che il Mercatino di Via Loj è iniziato. Nelle strade stand e bancarelle hanno già aperto i battenti, mentre i primi visitatori cominciano ad aggirarsi tutt’intorno, incuriositi da quel caleidoscopio di colori che qua e là prende la forma di candele artigianali, bigiotteria, cuoci verdure in terracotta, hobbistica, minuterie, palloncini, caramelle e tanto altro, in un elenco che si arricchisce lungo il cammino. Esplodono anche i profumi, così gli aromi del pane artigianale cotto in forno a legna si alternano a quello dolce di golose ciambelline o, ancora, a quelli più penetranti dello gnocco fritto e del ragù, serviti  negli appositi punti ristoro che costellano il centro.  Si passeggia senza fretta dunque, per catturare ogni singolo istante, ogni piccolo particolare in grado di rivelare aspetti pittoreschi e unici del borgo.

Una volta giunti in piazza, è d’obbligo fermarsi a provare almeno uno dei giochi storici dell’Associazione Culturale Dindoca: si gioca al tris, al fachiro, al gioco del quindici, armati di trottole o palline e per un istante ci si dimentica perfino dell’età, perché tutti possono partecipare, grandi e piccini. Di fronte alla sede della Pro Loco, un gruppetto di volenterosi giovani raccoglie fondi per finanziare i due progetti solidali selezionati dagli organizzatori: quello dell’Associazione La Passione di Yara  da un lato e quello di padre Nino Donda dall’altro. Si vendono magliette, cappellini e tazze, tutti con il logo della festa, sul quale spicca il numero 30: 30 come le edizioni del Mercatino di Via Loj, 30 come gli anni dedicati alla solidarietà e alla beneficenza. Sul palco, i presentatori enumerano gli appuntamenti.

Si prosegue verso il Palazzo Eleonora per ascoltare le melodie di Giacomo Parimbelli, per poi virare raggiungendo la piazzetta antistante alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, il cui perimetro è incorniciato dalla splendida via Crucis di Trento Longaretti. Il torneo di catapulta del primo pomeriggio lascia progressivamente spazio alle esibizioni di acrobati e danzatrici: la folla cresce e si dispone a semicerchio, mentre il Duo Edera apre letteralmente le danze con evoluzioni sospese, armato della sua grazia e poesia dei movimenti.

Tuttavia è già ora di spostarsi e in pochi passi si raggiunge Via Loj, cuore della manifestazione. Qui, accostandosi a un portoncino sulla sinistra, si accede al cortile dove è in corso la rievocazione della Dama Bianca.  Avvolti dalle musiche del baghet di Janus e dai canti dei membri del GFO di Albano Sant’Alessandro, i visitatori che affollano il chiostro si calano in un mondo dove storia e leggenda vivono l’una accanto all’altra.  
Lo scrosciante applauso finale rompe la magia, lasciando nuovamente spazio a momenti più goliardici. Sì, perché sul palco principale sta arrivando l’attesissima Doccia del Boia. Le regole sono semplici: i partecipanti devono far suonare una campanella lanciando una pallina e, in caso di successo, un autentico plotone d’esecuzione infliggerà una “pena” al sindaco di Monasterolo e a quelli dei paesi limitrofi: una secchiata di acqua fredda. Risate e un vociare allegro riempiono l’aria, il pubblico è sempre più numeroso.

Gradualmente le luci si stemperano, la sera avanza ed è nuovamente tempo di spettacoli. La facciata della chiesa si illumina e il suo sagrato viene rischiarato dai giochi di fuoco di Creme & Brulé e animato dai giocosi numeri del gruppo folkloristico Arlecchino Bergamasco. Altrove si odono concerti e musica, mentre una trepidante attesa rende l’aria fresca del crepuscolo ancora più frizzante: a mezzanotte c’è l’immancabile appuntamento con lo spirito della Dama Bianca.

Nell’attesa, un folto gruppo di ospiti gremisce il salotto all’aperto de L’Eco café, in cerca dei caffè offerti da Poli e delle notizie sul paese. In molti si soffermano sulle cartoline storiche di Storylab, risalenti per lo più agli anni Sessanta: nei soggetti raffigurati c’è chi vi riconosce un amico, chi un conoscente, chi si lascia trasportare dalle memorie storiche del paese. Tra i presenti, alcuni si dedicano alla lettura del giornale di piazza o della rivista Orobie, altri si sfidano ai giochi di Dindoca fino a tarda sera.

All’improvviso però, dodici rintocchi risuonano per le vie: è ora di raggiungere la piazza. Come d’incanto, fiumi di persone defluiscono in direzione del piazzale e, in breve tempo, nelle contrade più esterne cala la quiete. I bancarellisti cominciano a radunare i loro prodotti, in lontananza lo spettacolo pirotecnico ha inizio. Il trentesimo anno del Mercatino di Via Loj si chiude così tra le luci cangianti degli splendidi fuochi d’artificio che illuminano il cielo, riflettendosi poi sulle acque del lago d’Endine.

Tags: