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Il direttore Gandola: «Un viaggio infinito con Bergamo nel cuore»

Venite a prendere un caffè da noi. È un invito che ci riporta a quegli anni Sessanta nei quali Piero Chiara dipingeva la provincia lombarda con la leggerezza dell’aneddoto. E don Andrea Spada, indimenticato direttore di questo giornale, organizzò la prima inchiesta alla scoperta del territorio – dalle valli alla pianura, dal lago all’hinterland, alla Bassa – per fotografare in tempo reale questa terra che, dopo essere uscita dal dopoguerra con le vitamine giuste, si preparava ad affrontare il mondo e la modernizzazione. Fu un reportage di grande impatto dal quale i giornalisti de L’Eco trassero spunti per pagine, fotografie, approfondimenti, volti, aneddoti e soprattutto storie di quel tempo. Un censimento dell’anima bergamasca. Diceva Indro Montanelli: «La notizia non esiste. Esistono i volti, e dietro ogni volto una storia. Raccontatemi quelle storie e avrete fatto giornalismo». Ebbene, mezzo secolo dopo noi riprendiamo quel cammino con gli strumenti dell’oggi e con una multimedialità (giornale, Internet, Bergamo Tv, Radio Alta) costruita nel tempo. Ne è passata di acqua sotto i ponti del Brembo e del Serio, quei nonni hanno lasciato in eredità ai padri capannoni da artigiano e quei padri li hanno trasformati in industrie vincenti. Ecco, questo
mondo oggi sta cambiando. La crisi ha mostrato i canini anche qui, i valori fondanti della società (lavoro, risparmio, condivisione, visione del futuro) reggono, ma sono presi a spallate dalle difficoltà quotidiane. E allora torna ad essere utile rimettersi in moto, chiedere che sia il giornale dei bergamaschi a spiegare la Bergamasca soggetta a una nuova trasformazione, a una mutazione genetica che dovrà esprimere la società e la classe dirigente del futuro. Abbiamo stilato una mappa, abbiamo collegato i punti che coincidono con i paesi del nostro territorio, abbiamo cominciato a visitarli con rispetto e curiosità con una redazione mobile per ascoltare, capire, testimoniare. Abbiamo chiamato tutto questo Eco Café e siamo felicemente tra voi. Cari amici, se avete una storia da raccontare e la voglia di un caffè, ditecelo a voce alta. E poi, nel silenzio, ascoltate L’Eco arrivare.

Giorgio Gandola

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